Almeno a partire dalle avanguardie novecentesche, dopo la rottura con le forme canoniche del verso e della strofa, a distinguere lo statuto della poesia da quello della prosa è rimasta essenzialmente la disposizione del testo sulla pagina. Ma l'isolamento del verso sul rigo non è affatto la norma in epoca medievale, quando la trasmissione dei testi lirici prevede una scrittura continua per gran parte analoga a quella della prosa. Dove, quando e perché prende forma la rappresentazione moderna, in verticale? Nella tradizione italiana, più che dai modelli trobadorici o dall'autografo del canzoniere di Petrarca, il fenomeno risulta indotto dal successo della "Commedia", e dal condizionamento delle forme narrative su quelle liriche che la ricezione del poema dantesco determina nella seconda metà del sec. XIV. L'ipotesi trova un possibile parallelo in ambito francese, dall'orizzontalità delle raccolte dei trouvères alla verticalità di Guillaume de Machaut, e si candida a fornire una chiave di lettura non solo grafica dell'evoluzione della poesia europea sul finire del Medioevo.

Leonardi, L. (2009). Le origini della poesia verticale. In Translatar i transferir. La transmissió dels textos i el saber (1200-1500) (pp. 267-315). SANTA COLOMA DE QUERALT : Obrador Edendum.

Le origini della poesia verticale

LEONARDI, LINO
2009

Abstract

Almeno a partire dalle avanguardie novecentesche, dopo la rottura con le forme canoniche del verso e della strofa, a distinguere lo statuto della poesia da quello della prosa è rimasta essenzialmente la disposizione del testo sulla pagina. Ma l'isolamento del verso sul rigo non è affatto la norma in epoca medievale, quando la trasmissione dei testi lirici prevede una scrittura continua per gran parte analoga a quella della prosa. Dove, quando e perché prende forma la rappresentazione moderna, in verticale? Nella tradizione italiana, più che dai modelli trobadorici o dall'autografo del canzoniere di Petrarca, il fenomeno risulta indotto dal successo della "Commedia", e dal condizionamento delle forme narrative su quelle liriche che la ricezione del poema dantesco determina nella seconda metà del sec. XIV. L'ipotesi trova un possibile parallelo in ambito francese, dall'orizzontalità delle raccolte dei trouvères alla verticalità di Guillaume de Machaut, e si candida a fornire una chiave di lettura non solo grafica dell'evoluzione della poesia europea sul finire del Medioevo.
9788493660970
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