La mostra Il Cammino del Sacro, un viaggio tra l'arte orafa delle chiese monumentali di Arezzo, che vede la collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e l'Opera del Duomo di Arezzo, viene organizzata in contemporanea con la riapertura del Museo Diocesano di questa città, rimasto chiuso al pubblico per anni. In questi mesi è stato anche inaugurato ad Arezzo Il Cammino del Sacro, un percorso culturale, turistico e religioso, che si snoda tra otto chiese della città e di cui il Museo Diocesano rappresenta il punto di arrivo e di riferimento. A questo itinerario si è voluto ispirare il progetto della mostra di Castel Sant'Angelo, illustrando, con un significativo nucleo di opere, l'esistenza di un "museo diffuso" di Arte Sacra lungo le strade di Arezzo. E' all'interno di questo cammino che si incontrano le più importanti opere di arte orafa custodite in città, dalle croci del Museo Diocesano al Busto reliquiario di san Donato, dalla Pace di Siena agli angeli reggicandelabro della Santissima Annunziata. La mostra, a cura di Paolo Torriti, dell'Università degli Studi di Siena, ha reso quindi possibile lo studio e la riqualificazione di una parte del patrimonio orafo della diocesi aretina, un patrimonio evidentemente a carattere sacro. Le oreficerie presenti a Castel Sant'Angelo sono così in prevalenza di tipo liturgico, ad esclusione del Pendente a forma di caravella in oro smaltato di manifattura veneziana del XVI secolo (un ex voto dedicato alla Madonna delle Lacrime) e del Cofanetto di manifattura spagnola del secolo XIII, entrambi provenienti dalla Chiesa della SS. Annunziata. L'anima della mostra, da cui deriva buona parte del materiale esposto, è quindi il Museo Diocesano. Il Museo, rimasto chiuso per anni e oggi finalmente riaperto al pubblico con un nuovo allestimento, rappresenta una delle gallerie più importanti del territorio aretino per l'interesse scientifico, la preziosità e la quantità delle opere ivi custodite, comprese tra il XII e il XIX secolo. Tra le oreficerie provenienti da questo museo presenti in mostra segnaliamo una navicella con smalti limosini del XIII secolo, il già citato pendente in oro smaltato di manifattura veneziana del XVI sec. e la cosiddetta Pace di Siena, magnifico esempio dell'arte orafa parigina della fine del XIV secolo, in oro e smalti "en ronde-bosse". Un altro luogo fondamentale è la Pieve di Santa Maria dalla quale proviene il Busto reliquiario di san Donato (vescovo patrono della città), un'opera simbolo di Arezzo, ricca di smalti traslucidi e pietre dure, firmata da Pietro e Paolo orefici aretini e datata 1346. Una parte interessante giunge poi sia dal patrimonio della cattedrale, come ad esempio un calice e una pisside risalenti al XVIII secolo, in argento sbalzato e cesellato, sia dalla Chiesa della Santissima Annunziata, in particolare i due angeli reggicandelabro anch'essi in argento sbalzato e cesellato.

Torriti, P. (2007). Dal museo alla città: testimonianze di arte orafa in Arezzo. In Il Cammino del Sacro. Un viaggio nell'arte orafa delle chiese monumentali di Arezzo. Catalogo della mostra, Roma, Museo di Castel Sant'Angelo, 7 dicembre 2007 -3 febbraio 2008 (pp. 15-24). Arezzo : Letizia Editore.

Dal museo alla città: testimonianze di arte orafa in Arezzo

TORRITI, PAOLO
2007-01-01

Abstract

La mostra Il Cammino del Sacro, un viaggio tra l'arte orafa delle chiese monumentali di Arezzo, che vede la collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano e l'Opera del Duomo di Arezzo, viene organizzata in contemporanea con la riapertura del Museo Diocesano di questa città, rimasto chiuso al pubblico per anni. In questi mesi è stato anche inaugurato ad Arezzo Il Cammino del Sacro, un percorso culturale, turistico e religioso, che si snoda tra otto chiese della città e di cui il Museo Diocesano rappresenta il punto di arrivo e di riferimento. A questo itinerario si è voluto ispirare il progetto della mostra di Castel Sant'Angelo, illustrando, con un significativo nucleo di opere, l'esistenza di un "museo diffuso" di Arte Sacra lungo le strade di Arezzo. E' all'interno di questo cammino che si incontrano le più importanti opere di arte orafa custodite in città, dalle croci del Museo Diocesano al Busto reliquiario di san Donato, dalla Pace di Siena agli angeli reggicandelabro della Santissima Annunziata. La mostra, a cura di Paolo Torriti, dell'Università degli Studi di Siena, ha reso quindi possibile lo studio e la riqualificazione di una parte del patrimonio orafo della diocesi aretina, un patrimonio evidentemente a carattere sacro. Le oreficerie presenti a Castel Sant'Angelo sono così in prevalenza di tipo liturgico, ad esclusione del Pendente a forma di caravella in oro smaltato di manifattura veneziana del XVI secolo (un ex voto dedicato alla Madonna delle Lacrime) e del Cofanetto di manifattura spagnola del secolo XIII, entrambi provenienti dalla Chiesa della SS. Annunziata. L'anima della mostra, da cui deriva buona parte del materiale esposto, è quindi il Museo Diocesano. Il Museo, rimasto chiuso per anni e oggi finalmente riaperto al pubblico con un nuovo allestimento, rappresenta una delle gallerie più importanti del territorio aretino per l'interesse scientifico, la preziosità e la quantità delle opere ivi custodite, comprese tra il XII e il XIX secolo. Tra le oreficerie provenienti da questo museo presenti in mostra segnaliamo una navicella con smalti limosini del XIII secolo, il già citato pendente in oro smaltato di manifattura veneziana del XVI sec. e la cosiddetta Pace di Siena, magnifico esempio dell'arte orafa parigina della fine del XIV secolo, in oro e smalti "en ronde-bosse". Un altro luogo fondamentale è la Pieve di Santa Maria dalla quale proviene il Busto reliquiario di san Donato (vescovo patrono della città), un'opera simbolo di Arezzo, ricca di smalti traslucidi e pietre dure, firmata da Pietro e Paolo orefici aretini e datata 1346. Una parte interessante giunge poi sia dal patrimonio della cattedrale, come ad esempio un calice e una pisside risalenti al XVIII secolo, in argento sbalzato e cesellato, sia dalla Chiesa della Santissima Annunziata, in particolare i due angeli reggicandelabro anch'essi in argento sbalzato e cesellato.
2007
9788895520025
Torriti, P. (2007). Dal museo alla città: testimonianze di arte orafa in Arezzo. In Il Cammino del Sacro. Un viaggio nell'arte orafa delle chiese monumentali di Arezzo. Catalogo della mostra, Roma, Museo di Castel Sant'Angelo, 7 dicembre 2007 -3 febbraio 2008 (pp. 15-24). Arezzo : Letizia Editore.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/25856
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