La costruzione delle cinquecentesche fortificazioni medicee fu un intervento che segnò fortemente il destino urbanistico della città di Grosseto che costituisce uno degli esempi forse più interessanti e singolari di quelle città toscane che recavano impressi nel loro «volto» i segni evidenti del principato mediceo. La costruzione della cinta muraria, dei bastioni, dei fossati che durò almeno due decenni alla fine del ‘500 fu infatti accompagnata da altri importanti interventi sull’assetto urbanistico e territoriale. Era proprio la sua dimensione “urbana” a segnare la diversità di Grosseto e ad esercitare un forte potere di attrazione per la popolazione dell’intero territorio maremmano fino alle profonde trasformazioni urbanistiche e sociali che hanno caratterizzato il secolo appena conclusosi. Un carattere di città che traeva la sua legittimazione, più che dalla sua consistenza demografica e dalla presenza di un circuito murario che la “separava” nettamente dalla campagna, dalle specifiche funzioni di amministrazione del territorio che le competevano sul piano civile, militare e religioso. Il saggio prende in considerazione queste caratteristiche e cerca di ricostruire un profilo della città e del territorio maremmano sulla base delle conoscenze attualmente disponibili e indicando possibili e originali percorsi di ricerca sulla base dell’abbondante documentazione d’archivio che risulta, per quanto riguarda i secoli XVI-XVIII, ancora largamente inesplorata.
Zagli, A. (2007). GROSSETO IN ETÀ MODERNA. UN PROFILO DI STORIA DELLA CITTÀ E ALCUNE PROSPETTIVE DI INDAGINE (SECOLI XVI-XVIII). In Archeologia urbana a Grosseto. Origine e sviluppo di una città medievale nella "Toscana delle città deboli". Le ricerche 1997 - 2005. I: la città nel contesto geografico della bassa valle dell'Ombrone. (pp. 75-93). FIRENZE : All'Insegna del Giglio.
GROSSETO IN ETÀ MODERNA. UN PROFILO DI STORIA DELLA CITTÀ E ALCUNE PROSPETTIVE DI INDAGINE (SECOLI XVI-XVIII)
ZAGLI, ANDREA
2007-01-01
Abstract
La costruzione delle cinquecentesche fortificazioni medicee fu un intervento che segnò fortemente il destino urbanistico della città di Grosseto che costituisce uno degli esempi forse più interessanti e singolari di quelle città toscane che recavano impressi nel loro «volto» i segni evidenti del principato mediceo. La costruzione della cinta muraria, dei bastioni, dei fossati che durò almeno due decenni alla fine del ‘500 fu infatti accompagnata da altri importanti interventi sull’assetto urbanistico e territoriale. Era proprio la sua dimensione “urbana” a segnare la diversità di Grosseto e ad esercitare un forte potere di attrazione per la popolazione dell’intero territorio maremmano fino alle profonde trasformazioni urbanistiche e sociali che hanno caratterizzato il secolo appena conclusosi. Un carattere di città che traeva la sua legittimazione, più che dalla sua consistenza demografica e dalla presenza di un circuito murario che la “separava” nettamente dalla campagna, dalle specifiche funzioni di amministrazione del territorio che le competevano sul piano civile, militare e religioso. Il saggio prende in considerazione queste caratteristiche e cerca di ricostruire un profilo della città e del territorio maremmano sulla base delle conoscenze attualmente disponibili e indicando possibili e originali percorsi di ricerca sulla base dell’abbondante documentazione d’archivio che risulta, per quanto riguarda i secoli XVI-XVIII, ancora largamente inesplorata.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Grosseto 3.2 Zagli.pdf
non disponibili
Tipologia:
Pre-print
Licenza:
NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
Dimensione
606.91 kB
Formato
Adobe PDF
|
606.91 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/25654
Attenzione
Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo