Il volume ricorda una delle pagine più tragiche della seconda guerra mondiale: il sacrificio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù dopo l’8 settembre 1943, divenuto – anche per le dimensioni dell’eccidio – il simbolo della Resistenza delle truppe italiane alla efferatezza della Germania nazista. Il 14 settembre 1943 la Divisione Acqui fu posta dal suo comandante, il generale Gandin, di fronte a una scelta: combattere a fianco dei tedeschi oppure cedere loro le armi, o, ancora, tenere le armi e combattere. I militari italiani ‘votarono’ per quest’ultima. In una lettera alla famiglia il soldato Pietro Visintini tracciava un sintetico ma efficace quadro sulla paradossale situazione che si era determinata: “L’armistizio invece di portare la pace ha portato la guerra. Si combatte contro i tedeschi”. All’annuncio che la Divisione Acqui non avrebbe ceduto le armi seguì l’ordine tedesco di agire con durezza nei confronti degli italiani ‘traditori’, di effettuare esecuzioni di massa, insomma fu scatenata una rappresaglia di dimensioni eccezionali. Di notevole rilievo documentario le sedici pagine a colori che, all’interno del volume, riproducono una selezione di fotografie, lettere e cartoline che i soldati della Divisone Acqui inviarono alle proprie famiglie.

Brezzi, C. (a cura di). (2008). "Si combatte contro i tedeschi". La divisione "Acqui" a Cefalonia e Corfù. FIRENZE : EDIZIONI POLISTAMPA.

"Si combatte contro i tedeschi". La divisione "Acqui" a Cefalonia e Corfù

BREZZI, CAMILLO
2008

Abstract

Il volume ricorda una delle pagine più tragiche della seconda guerra mondiale: il sacrificio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù dopo l’8 settembre 1943, divenuto – anche per le dimensioni dell’eccidio – il simbolo della Resistenza delle truppe italiane alla efferatezza della Germania nazista. Il 14 settembre 1943 la Divisione Acqui fu posta dal suo comandante, il generale Gandin, di fronte a una scelta: combattere a fianco dei tedeschi oppure cedere loro le armi, o, ancora, tenere le armi e combattere. I militari italiani ‘votarono’ per quest’ultima. In una lettera alla famiglia il soldato Pietro Visintini tracciava un sintetico ma efficace quadro sulla paradossale situazione che si era determinata: “L’armistizio invece di portare la pace ha portato la guerra. Si combatte contro i tedeschi”. All’annuncio che la Divisione Acqui non avrebbe ceduto le armi seguì l’ordine tedesco di agire con durezza nei confronti degli italiani ‘traditori’, di effettuare esecuzioni di massa, insomma fu scatenata una rappresaglia di dimensioni eccezionali. Di notevole rilievo documentario le sedici pagine a colori che, all’interno del volume, riproducono una selezione di fotografie, lettere e cartoline che i soldati della Divisone Acqui inviarono alle proprie famiglie.
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