Il contributo di Silvia Mattiacci prende in esame l’epigramma 115 Green di Ausonio, che ha per protagonista uno scabbioso descritto mentre alle terme cerca sollievo con un bagno caldo, e i cui gesti di frizionare e grattare le varie parti del corpo producono un piacere fittizio ed effimero simile a quello degli eunuchi impegnati nell’innaturale e vano tentativo di erotismo attivo con donne. L’analisi del lessico e del fitto gioco intertestuale, che procede con un continuo intersecarsi di suggestioni tematiche e verbali soprattutto da Marziale e da Giovenale, rivela una pregnante ambiguità e una originale contaminazione tra sfera dell’eros e quella della malattia. Partendo dalla metafora, presente sia in ambito filosofico sia satirico-epigrammatico, che associa il prurito della scabbia all’indecente prurigine dei cinedi – il cui comportamento sessuale viene spesso messo in relazione con quello degli eunuchi –, Ausonio traduce la metafora in realtà e costruisce un inedito brano poetico, che si colloca all’intersezione tra genere epigrammatico e satirico (la lunghezza, eccezionale per l’epigramma ausoniano, e l’uso dell’esametro sono indicativi in questo senso); inoltre malattia e deformità fisica non sono strettamente finalizzate – come in genere nell’epigramma – alla battuta finale, ma costituiscono l’oggetto di un’articolata rappresentazione, in cui alla contaminazione di genere letterario si associa un significativo sperimentalismo a livello tematico-lessicale: infatti, con una originale inversione della consueta tendenza a servirsi della sfera patologica per descrivere gli effetti della passione amorosa, Ausonio si serve della sfera erotica per descrivere gli effetti di un’affezione patologica.

Mattiacci, S. (2011). Lo scabbioso di Ausonio (epigr. 115 Green): la malattia come eros deviato. In Le parole della passione. Studi sul lessico poetico latino (pp. 89-117). Bologna : Pàtron.

Lo scabbioso di Ausonio (epigr. 115 Green): la malattia come eros deviato

MATTIACCI, SILVIA
2011

Abstract

Il contributo di Silvia Mattiacci prende in esame l’epigramma 115 Green di Ausonio, che ha per protagonista uno scabbioso descritto mentre alle terme cerca sollievo con un bagno caldo, e i cui gesti di frizionare e grattare le varie parti del corpo producono un piacere fittizio ed effimero simile a quello degli eunuchi impegnati nell’innaturale e vano tentativo di erotismo attivo con donne. L’analisi del lessico e del fitto gioco intertestuale, che procede con un continuo intersecarsi di suggestioni tematiche e verbali soprattutto da Marziale e da Giovenale, rivela una pregnante ambiguità e una originale contaminazione tra sfera dell’eros e quella della malattia. Partendo dalla metafora, presente sia in ambito filosofico sia satirico-epigrammatico, che associa il prurito della scabbia all’indecente prurigine dei cinedi – il cui comportamento sessuale viene spesso messo in relazione con quello degli eunuchi –, Ausonio traduce la metafora in realtà e costruisce un inedito brano poetico, che si colloca all’intersezione tra genere epigrammatico e satirico (la lunghezza, eccezionale per l’epigramma ausoniano, e l’uso dell’esametro sono indicativi in questo senso); inoltre malattia e deformità fisica non sono strettamente finalizzate – come in genere nell’epigramma – alla battuta finale, ma costituiscono l’oggetto di un’articolata rappresentazione, in cui alla contaminazione di genere letterario si associa un significativo sperimentalismo a livello tematico-lessicale: infatti, con una originale inversione della consueta tendenza a servirsi della sfera patologica per descrivere gli effetti della passione amorosa, Ausonio si serve della sfera erotica per descrivere gli effetti di un’affezione patologica.
9788855531528
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