Il contributo propone una lettura postcoloniale e femminista dei risultati dell’area sulle percezioni sociali del progetto Aloud!, dedicata agli stereotipi interculturali e di genere a scuola. Esamina criticamente questionari, RMET e IMT, interrogando la presunta neutralità delle misurazioni in classi attraversate da differenze culturali, linguistiche e razzializzate. I risultati rilevano cambiamenti nelle percezioni dopo la lettura ad alta voce condivisa, con riduzioni delle distanze simboliche più evidenti nei gruppi con livelli iniziali più elevati di stereotipi. L’articolo interpreta la lettura come possibile forma di contatto esteso e spazio di riconoscimento, sottolineando però che una trasformazione educativa richiede pluralità narrativa, giustizia epistemica e un lavoro critico sulle gerarchie e sui privilegi che attraversano la scuola.
Chiappelli, T. (2026). Stereotipi interculturali e percezioni sociali a scuola: una lettura postcoloniale dei risultati del progetto Aloud!. In G.B. Federico Batini (a cura di), Leggere ad alta voce sulla base delle evidenze La lettura ad alta voce condivisa per l’equità nella scuola secondaria di primo grado (pp. 85-101). Lecce : Pensa Multimedia.
Stereotipi interculturali e percezioni sociali a scuola: una lettura postcoloniale dei risultati del progetto Aloud!
TIZIANA CHIAPPELLI
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone una lettura postcoloniale e femminista dei risultati dell’area sulle percezioni sociali del progetto Aloud!, dedicata agli stereotipi interculturali e di genere a scuola. Esamina criticamente questionari, RMET e IMT, interrogando la presunta neutralità delle misurazioni in classi attraversate da differenze culturali, linguistiche e razzializzate. I risultati rilevano cambiamenti nelle percezioni dopo la lettura ad alta voce condivisa, con riduzioni delle distanze simboliche più evidenti nei gruppi con livelli iniziali più elevati di stereotipi. L’articolo interpreta la lettura come possibile forma di contatto esteso e spazio di riconoscimento, sottolineando però che una trasformazione educativa richiede pluralità narrativa, giustizia epistemica e un lavoro critico sulle gerarchie e sui privilegi che attraversano la scuola.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1330195
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