L'impossibile necessario nasce dalla convinzione che educare alla pace, alla convivenza e al riconoscimento delle differenze rappresenti, oggi più che mai, una responsabilità imprescindibile della pedagogia. Proprio quando guerre, disuguaglianze, violenze, esclusioni e discorsi d'odio sembrano restringere gli spazi del possibile, l'educazione è chiamata a resistere, a custodire la speranza e a immaginare alternative capaci di contrastare l'ingiustizia. I contributi raccolti in questo volume, elaborati a partire dagli interventi presentati nel Congresso internazionale Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione, svoltosi presso l'Università degli Studi della Tuscia nel maggio 2026, offrono prospettive differenti ma convergenti nell’interrogare criticamente il presente. Le autrici e gli autori affrontano temi che attraversano le questioni di genere e le identità plurali, i linguaggi e le narrazioni, la cura e l'empatia, l'inclusione, la cittadinanza critica e la giustizia sociale. Ne emerge una pedagogia critica e trasformativa, capace di intrecciare riflessione teorica, ricerca educativa e pratiche formative. Una pedagogia della resistenza che riconosce nell'educazione uno spazio privilegiato di responsabilità etica e politica, orientato alla costruzione di relazioni più giuste e futuri pensabili, inattesi, democratici.
Leoncini, S., Chiappelli, T. (2026). Cura come relazione: pratiche pedagogiche tra ascolto, empatia e trasformazione*. In L.B. Giorgio Crescenza (a cura di), L'impossibile necessario. Pedagogie della resistenza e resistenze pedagogiche (pp. 1-553). Lecce : Pensa Multimedia.
Cura come relazione: pratiche pedagogiche tra ascolto, empatia e trasformazione*
SABINA LEONCINI;TIZIANA CHIAPPELLI
2026-01-01
Abstract
L'impossibile necessario nasce dalla convinzione che educare alla pace, alla convivenza e al riconoscimento delle differenze rappresenti, oggi più che mai, una responsabilità imprescindibile della pedagogia. Proprio quando guerre, disuguaglianze, violenze, esclusioni e discorsi d'odio sembrano restringere gli spazi del possibile, l'educazione è chiamata a resistere, a custodire la speranza e a immaginare alternative capaci di contrastare l'ingiustizia. I contributi raccolti in questo volume, elaborati a partire dagli interventi presentati nel Congresso internazionale Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione, svoltosi presso l'Università degli Studi della Tuscia nel maggio 2026, offrono prospettive differenti ma convergenti nell’interrogare criticamente il presente. Le autrici e gli autori affrontano temi che attraversano le questioni di genere e le identità plurali, i linguaggi e le narrazioni, la cura e l'empatia, l'inclusione, la cittadinanza critica e la giustizia sociale. Ne emerge una pedagogia critica e trasformativa, capace di intrecciare riflessione teorica, ricerca educativa e pratiche formative. Una pedagogia della resistenza che riconosce nell'educazione uno spazio privilegiato di responsabilità etica e politica, orientato alla costruzione di relazioni più giuste e futuri pensabili, inattesi, democratici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1330015
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