Il contributo analizza il dibattito sviluppatosi nell'ambito della "tecnocrazia" italiana (in particolare presso la Banca d'Italia e il ministero del Tesoro) tra il 1988 e il 1992 in merito al «modello tedesco» e alla sua progressiva sovrapposizione con il processo di europeizzazione culminato nel Trattato di Maastricht. In bilico tra l'ammirazione per l'efficacia dell'economia sociale di mercato e il timore di un'egemonia asimmetrica, le élite tecniche hanno strategicamente utilizzato la «cultura della stabilità» renana quale vincolo esterno e leva disciplinare per forzare la modernizzazione del Paese. Lo studio illustra questa complessa dinamica di «germanizzazione mediata» esaminando due snodi cruciali: da un lato, il sostegno all'istituzione di una Banca Centrale Europea indipendente e rigorista (sul calco della Bundesbank), pur tutelando le prassi interne di politica monetaria ; dall'altro, la riforma del sistema creditizio sfociata nel Testo unico del 1993, dove il paradigma europeo della banca universale è stato recepito tramite un adattamento selettivo e pragmatico volto a salvaguardare le specificità del capitalismo nazionale. In conclusione, la ricerca evidenzia come l'allineamento italiano ai parametri di Berlino non si sia configurato come un'assimilazione passiva, bensì come un adattamento creativo. Tuttavia, la scelta di delegare le riforme strutturali a un vincolo tecnico-europeo ha profondamente alterato i tradizionali equilibri tra decisione politica e autorità indipendenti, ponendo le basi per una percepita espropriazione della sovranità democratica che avrebbe in seguito alimentato le derive germanofobiche ed euroscettiche.
Ranieri, L. (2026). Europeizzazione o «germanizzazione»? Il «modello tedesco» nel dibattito dei tecnici italiani (1988–1992). In P. Acanfora, A. Guiso (a cura di), Politicizzazione dell'Europa ed europeizzazione della politica in Italia: Attori, culture e politiche nello spazio costituzionale euro-nazionale (1989-1999) (pp. 187-212). Bologna : Il Mulino.
Europeizzazione o «germanizzazione»? Il «modello tedesco» nel dibattito dei tecnici italiani (1988–1992)
Ranieri, Lucrezia
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza il dibattito sviluppatosi nell'ambito della "tecnocrazia" italiana (in particolare presso la Banca d'Italia e il ministero del Tesoro) tra il 1988 e il 1992 in merito al «modello tedesco» e alla sua progressiva sovrapposizione con il processo di europeizzazione culminato nel Trattato di Maastricht. In bilico tra l'ammirazione per l'efficacia dell'economia sociale di mercato e il timore di un'egemonia asimmetrica, le élite tecniche hanno strategicamente utilizzato la «cultura della stabilità» renana quale vincolo esterno e leva disciplinare per forzare la modernizzazione del Paese. Lo studio illustra questa complessa dinamica di «germanizzazione mediata» esaminando due snodi cruciali: da un lato, il sostegno all'istituzione di una Banca Centrale Europea indipendente e rigorista (sul calco della Bundesbank), pur tutelando le prassi interne di politica monetaria ; dall'altro, la riforma del sistema creditizio sfociata nel Testo unico del 1993, dove il paradigma europeo della banca universale è stato recepito tramite un adattamento selettivo e pragmatico volto a salvaguardare le specificità del capitalismo nazionale. In conclusione, la ricerca evidenzia come l'allineamento italiano ai parametri di Berlino non si sia configurato come un'assimilazione passiva, bensì come un adattamento creativo. Tuttavia, la scelta di delegare le riforme strutturali a un vincolo tecnico-europeo ha profondamente alterato i tradizionali equilibri tra decisione politica e autorità indipendenti, ponendo le basi per una percepita espropriazione della sovranità democratica che avrebbe in seguito alimentato le derive germanofobiche ed euroscettiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1316717
