Non è circostanza fortuita se proprio Palermo arabo-normanna, con le cattedrali di Cefalù e Monreale, si appresta a divenire sito patrimonio dell’umanità, nell’attesa, auspicabilmente la più breve possibile, che la commissione internazionale dell’Unesco ne riconosca l’eccezionale valore universale. Una puntualizzazione a questo punto è opportuna e giova alla definizione dello strato nella sua doppia valenza di arabo e normanno, storicamente assunta ma non priva di problematicità: perché tale binomio? Quali sono la forza e i limiti di tali attributi? Volendo analizzarne la semantica, il termine arabo avrebbe una accezione etnica o tutt’al più linguistica, con riferimento alle popolazioni della penisola arabica, mentre normanno indicherebbe la provenienza delle genti (northmen, «uomini del nord», di origine germanico-scandinava) che dominarono la Sicilia nei secoli XI e XII, e pertanto avrebbe qui un valore politico, con particolare riferimento al periodo storico. da tale angolazione il binomio non ha giustificazioni sul piano critico, essendo presente ma non prevalente la componente ‘araba’ della Sicilia islamica e normanna, e non dando contezza il solo termine normanno del particolare mélange di culture che i nuovi dominatori adottarono. dominatori, i Normanni, non tanto colonizzatori che importarono la loro cultura come fecero i musulmani prima di loro, ma conquistatori, che assorbirono la cultura o le tante culture che trovarono nell’endemica e ricca terra di Sicilia. Il breve saggio ripercorre le tappe storiografiche che hanno contribuito all'affermarsi del binomio arabo-normanno per l'identificazione dello strato culturale di Palermo di XI e XII secolo.

Longo, R. (2013). Palermo arabo-normanna. Nota introduttiva. In Palermo e l’itinerario arabo-normanno: incontro di culture, fabbrica di splendori (pp. 9-17). PALERMO : Fondazione Federico II Editore.

Palermo arabo-normanna. Nota introduttiva

Ruggero Longo
2013-01-01

Abstract

Non è circostanza fortuita se proprio Palermo arabo-normanna, con le cattedrali di Cefalù e Monreale, si appresta a divenire sito patrimonio dell’umanità, nell’attesa, auspicabilmente la più breve possibile, che la commissione internazionale dell’Unesco ne riconosca l’eccezionale valore universale. Una puntualizzazione a questo punto è opportuna e giova alla definizione dello strato nella sua doppia valenza di arabo e normanno, storicamente assunta ma non priva di problematicità: perché tale binomio? Quali sono la forza e i limiti di tali attributi? Volendo analizzarne la semantica, il termine arabo avrebbe una accezione etnica o tutt’al più linguistica, con riferimento alle popolazioni della penisola arabica, mentre normanno indicherebbe la provenienza delle genti (northmen, «uomini del nord», di origine germanico-scandinava) che dominarono la Sicilia nei secoli XI e XII, e pertanto avrebbe qui un valore politico, con particolare riferimento al periodo storico. da tale angolazione il binomio non ha giustificazioni sul piano critico, essendo presente ma non prevalente la componente ‘araba’ della Sicilia islamica e normanna, e non dando contezza il solo termine normanno del particolare mélange di culture che i nuovi dominatori adottarono. dominatori, i Normanni, non tanto colonizzatori che importarono la loro cultura come fecero i musulmani prima di loro, ma conquistatori, che assorbirono la cultura o le tante culture che trovarono nell’endemica e ricca terra di Sicilia. Il breve saggio ripercorre le tappe storiografiche che hanno contribuito all'affermarsi del binomio arabo-normanno per l'identificazione dello strato culturale di Palermo di XI e XII secolo.
2013
978-88-96729-24-3
Longo, R. (2013). Palermo arabo-normanna. Nota introduttiva. In Palermo e l’itinerario arabo-normanno: incontro di culture, fabbrica di splendori (pp. 9-17). PALERMO : Fondazione Federico II Editore.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1312330