«Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?». Il famoso verso in apertura proveniente da Il Canto di Mignon, che fa parte del romanzo di formazione Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister (1796), venne fatto pronunciare da Johann Wolfgang Goethe a Mignon, la ragazzina dodicenne di origini italiane che Wilhelm incontrò in un gruppo di danzatori di strada e decise di prendere sotto la sua protezione. Mignon ricordava con nostalgia il suo Paese, diventando pertanto la personificazione del desiderio del Sud, con una visione altamente stereotipata del nostro paese. Gli agrumi, insieme ad altri generi botanici, riconducono all’idea del paese lontano, del clima mite, delle rarità da conservare e riprodurre per ricreare luoghi visti oltreoceano, ma in una dimensione più privata, godibile anche in momenti dell’anno caratterizzati dai rigori invernali, contribuendo a formare un universo di immagini eccitanti, di fantasie di viaggio. Uno dei motivi che rendeva l’Italia una meta irrinunciabile del Grand Tour, meritevole di soggiorni anche lunghi, era il clima favorevole, di tipo mediterraneo o quasi, che risultava particolarmente gradito alla maggior parte dei viaggiatori stranieri, specialmente nei mesi in cui nella propria patria il clima era assai più rigido. In molti presero infatti l’abitudine di intrattenersi per settimane o mesi, come ospiti di famiglie nobili o come acquirenti di palazzi nelle principali città e soprattutto di ville ubicate nelle immediate vicinanze di esse. Fra gli aspetti legati al clima che attiravano tanti viaggiatori c’erano poi sicuramente la possibilità di far vita all’aria aperta per molti mesi dell’anno anche in inverno, e il cibo, soprattutto la frutta e la verdura, con le primizie (piselli, asparagi, fragole, ecc.) che arrivavano sulle tavole in Italia molto presto. Il contributo si propone di fornire una panoramica – certamente non esaustiva – sulla rappresentazione delle condizioni meteorologiche e – per quanto possibile – del clima dell’Italia – e della Toscana, in particolare – attraverso la percezione dei viaggiatori che parteciparono al Grand Tour tra il XVII e il XIX secolo, utilizzando i resoconti di viaggio come fonte per l’analisi geostorica e per la storia del clima. L’attenzione si concentra pertanto sulla variegata documentazione legata alla pratica del viaggio di formazione e di arricchimento culturale, intrapreso da giovani aristocratici e borghesi europei, soprattutto britannici con l’obiettivo di completare la propria educazione attraverso il contatto diretto con le arti, la storia e la cultura dell’Europa continentale, in particolare dell’Italia. Nonostante l’ampia attenzione dedicata al viaggio in Italia dalla letteratura scientifica, con diversi approcci (storia della cultura, geografia, letteratura, etc.), il tema della percezione del tempo e del clima da parte dei viaggiatori ci pare tuttora poco esplorato.
Berti, C., Guarducci, A. (2025). Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? La percezione del tempo e del clima dell’Italia secondo i viaggiatori del Grand Tour (secoli XVII-XIX). In M. Grava, N. Gabellieri (a cura di), “Il fuoco brucia e l’acqua bagna”: studi in onore di Sergio Pinna (pp. 67-100). Pisa : La Vela.
Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? La percezione del tempo e del clima dell’Italia secondo i viaggiatori del Grand Tour (secoli XVII-XIX)
Camillo Berti;Anna Guarducci
2025-01-01
Abstract
«Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?». Il famoso verso in apertura proveniente da Il Canto di Mignon, che fa parte del romanzo di formazione Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister (1796), venne fatto pronunciare da Johann Wolfgang Goethe a Mignon, la ragazzina dodicenne di origini italiane che Wilhelm incontrò in un gruppo di danzatori di strada e decise di prendere sotto la sua protezione. Mignon ricordava con nostalgia il suo Paese, diventando pertanto la personificazione del desiderio del Sud, con una visione altamente stereotipata del nostro paese. Gli agrumi, insieme ad altri generi botanici, riconducono all’idea del paese lontano, del clima mite, delle rarità da conservare e riprodurre per ricreare luoghi visti oltreoceano, ma in una dimensione più privata, godibile anche in momenti dell’anno caratterizzati dai rigori invernali, contribuendo a formare un universo di immagini eccitanti, di fantasie di viaggio. Uno dei motivi che rendeva l’Italia una meta irrinunciabile del Grand Tour, meritevole di soggiorni anche lunghi, era il clima favorevole, di tipo mediterraneo o quasi, che risultava particolarmente gradito alla maggior parte dei viaggiatori stranieri, specialmente nei mesi in cui nella propria patria il clima era assai più rigido. In molti presero infatti l’abitudine di intrattenersi per settimane o mesi, come ospiti di famiglie nobili o come acquirenti di palazzi nelle principali città e soprattutto di ville ubicate nelle immediate vicinanze di esse. Fra gli aspetti legati al clima che attiravano tanti viaggiatori c’erano poi sicuramente la possibilità di far vita all’aria aperta per molti mesi dell’anno anche in inverno, e il cibo, soprattutto la frutta e la verdura, con le primizie (piselli, asparagi, fragole, ecc.) che arrivavano sulle tavole in Italia molto presto. Il contributo si propone di fornire una panoramica – certamente non esaustiva – sulla rappresentazione delle condizioni meteorologiche e – per quanto possibile – del clima dell’Italia – e della Toscana, in particolare – attraverso la percezione dei viaggiatori che parteciparono al Grand Tour tra il XVII e il XIX secolo, utilizzando i resoconti di viaggio come fonte per l’analisi geostorica e per la storia del clima. L’attenzione si concentra pertanto sulla variegata documentazione legata alla pratica del viaggio di formazione e di arricchimento culturale, intrapreso da giovani aristocratici e borghesi europei, soprattutto britannici con l’obiettivo di completare la propria educazione attraverso il contatto diretto con le arti, la storia e la cultura dell’Europa continentale, in particolare dell’Italia. Nonostante l’ampia attenzione dedicata al viaggio in Italia dalla letteratura scientifica, con diversi approcci (storia della cultura, geografia, letteratura, etc.), il tema della percezione del tempo e del clima da parte dei viaggiatori ci pare tuttora poco esplorato.| File | Dimensione | Formato | |
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