La cartografia, intesa come rappresentazione simbolica dello spazio geografico, ha avuto sin dall’antichità un ruolo centrale nella costruzione processuale delle istituzioni politiche, dei saperi scientifici e delle proiezioni culturali delle società. Per lungo tempo la sua storia è stata interpretata sottolineando il legame esistente tra la produzione cartografica e dimensioni come conflitto, dominio e potere. Meno trattato, anche a scala internazionale, è invece il tema del rapporto tra carte geografiche e pace intesa – in senso ampio – a includere anche tutte le manifestazioni di uguaglianza, dialogo, cooperazione o reciproca comprensione. L’invito rivolto ai membri del Gruppo di Storia della cartografia e cartografia storica dell’Associazione dei Geografi Italiani (agei) alla discussione sul tema proposto per le Giornate della Geografia di Trento (12-13 settembre 2024), ovvero “l’importanza degli strumenti geografici per il conseguimento della pace”, ha costituito l’occasione per affrontare un tema ancora in larga parte inesplorato. Come è noto, la cartografia, lungi dall’essere uno strumento neutrale, si rivela un potente mezzo di rappresentazione e interpretazione della realtà territoriale e geopolitica, capace di influenzare in modo significativo percezioni e decisioni. Per questo motivo la sua lettura non può essere condotta in assenza di un’analisi critica in grado di inserirla nel contesto ideologico di provenienza, decostruendone i contenuti simbolici impliciti. Lo scritto offre una riflessione sulle relazioni tra cartografia e pace, sia con sguardo regressivo – rivolto ai prodotti del passato – sia in prospettiva attualistica, oltre che in ottica propositiva, pensando alle possibili applicazioni per una governance sostenibile. In questo senso, il ragionamento ben si inserisce nel dibattito sulla geografia “pubblica” e “applicata”, per la gestione e la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali, la risoluzione di dispute e l’educazione alla cittadinanza, campi di impegno imprescindibili per la costruzione di una “pace territoriale attiva” e positiva che è uno degli scopi applicativi della geografia storica italiana germogliata dalle proposte di Lucio Gambi e Massimo Quaini.

Berti, C., Gabellieri, N., Gemignani, C.A., Guarducci, A. (2025). Cartografie per la pace. Spunti di riflessione in chiave diacronica. In A. Casaglia, E. dell’Agnese, F. Epifani, R. Sommella (a cura di), Geografie per la pace (pp. 79-93). Milano : Unicopli.

Cartografie per la pace. Spunti di riflessione in chiave diacronica

Camillo Berti;Carlo A. Gemignani;Anna Guarducci
2025-01-01

Abstract

La cartografia, intesa come rappresentazione simbolica dello spazio geografico, ha avuto sin dall’antichità un ruolo centrale nella costruzione processuale delle istituzioni politiche, dei saperi scientifici e delle proiezioni culturali delle società. Per lungo tempo la sua storia è stata interpretata sottolineando il legame esistente tra la produzione cartografica e dimensioni come conflitto, dominio e potere. Meno trattato, anche a scala internazionale, è invece il tema del rapporto tra carte geografiche e pace intesa – in senso ampio – a includere anche tutte le manifestazioni di uguaglianza, dialogo, cooperazione o reciproca comprensione. L’invito rivolto ai membri del Gruppo di Storia della cartografia e cartografia storica dell’Associazione dei Geografi Italiani (agei) alla discussione sul tema proposto per le Giornate della Geografia di Trento (12-13 settembre 2024), ovvero “l’importanza degli strumenti geografici per il conseguimento della pace”, ha costituito l’occasione per affrontare un tema ancora in larga parte inesplorato. Come è noto, la cartografia, lungi dall’essere uno strumento neutrale, si rivela un potente mezzo di rappresentazione e interpretazione della realtà territoriale e geopolitica, capace di influenzare in modo significativo percezioni e decisioni. Per questo motivo la sua lettura non può essere condotta in assenza di un’analisi critica in grado di inserirla nel contesto ideologico di provenienza, decostruendone i contenuti simbolici impliciti. Lo scritto offre una riflessione sulle relazioni tra cartografia e pace, sia con sguardo regressivo – rivolto ai prodotti del passato – sia in prospettiva attualistica, oltre che in ottica propositiva, pensando alle possibili applicazioni per una governance sostenibile. In questo senso, il ragionamento ben si inserisce nel dibattito sulla geografia “pubblica” e “applicata”, per la gestione e la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali, la risoluzione di dispute e l’educazione alla cittadinanza, campi di impegno imprescindibili per la costruzione di una “pace territoriale attiva” e positiva che è uno degli scopi applicativi della geografia storica italiana germogliata dalle proposte di Lucio Gambi e Massimo Quaini.
2025
9788840023274
Berti, C., Gabellieri, N., Gemignani, C.A., Guarducci, A. (2025). Cartografie per la pace. Spunti di riflessione in chiave diacronica. In A. Casaglia, E. dell’Agnese, F. Epifani, R. Sommella (a cura di), Geografie per la pace (pp. 79-93). Milano : Unicopli.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1310935