Partendo da alcuni recentissimi sviluppi della storiografia fiscale in Italia e in particolare da alcuni interessanti casi studio (per il Nord-est d’Italia, il regno di Napoli e la Lombardia occidentale), l’autrice esamina le nuove prospettive per lo studio della fiscalità doganale e alcuni problemi generali del tema (come l’articolarsi in molti prelievi differenti e la configurazione di molti di essi come tassa di scopo). Per avanzare poi alcune considerazioni sul complicato mosaico dei diritti daziari, frammentati tra molti detentori e gestori a vario titolo; sulla questione cruciale delle esenzioni e degli accordi bilaterali, da ripensare in termini di redistribuzione e condivisione di vantaggi comparativi; e su ciò che le fonti doganali, potenzialmente ingannevoli come tutte le fonti, non registrano. I nuovi casi studio ricostruiscono i funzionamenti concreti dei tanti dazi, pedaggi e altri prelievi su transiti e scambi e il loro impatto sulla modellazione di spazi economici integrati a differente scala. E suggeriscono che la persistente frammentazione giurisdizionale e fiscale non agì da freno a importanti processi di integrazione e crescita, fungendo anzi in più casi da stimolo alle capacità di resilienza di alcune società locali e alla complessiva intensificazione delle reti di connettività che caratterizzò il tardo medioevo e che è oggetto del progetto Loc/glob. Le sue cause sono tutte da indagare e probabilmente non stanno solamente nella formazione di unità statuali più ampie e attive, ma nondimeno fortemente composite.
Ginatempo, M.A. (In corso di stampa). Considerazioni sulla fiscalità doganale in Italia, XIV-XV secolo. In R. Rao, P. F. Simbula (a cura di), The loc-glob sea: Italy and the Mediterranean connectivity in the late Middle Ages. Turnhout : Brepols.
Considerazioni sulla fiscalità doganale in Italia, XIV-XV secolo
Maria Ausiliatrice Ginatempo
In corso di stampa
Abstract
Partendo da alcuni recentissimi sviluppi della storiografia fiscale in Italia e in particolare da alcuni interessanti casi studio (per il Nord-est d’Italia, il regno di Napoli e la Lombardia occidentale), l’autrice esamina le nuove prospettive per lo studio della fiscalità doganale e alcuni problemi generali del tema (come l’articolarsi in molti prelievi differenti e la configurazione di molti di essi come tassa di scopo). Per avanzare poi alcune considerazioni sul complicato mosaico dei diritti daziari, frammentati tra molti detentori e gestori a vario titolo; sulla questione cruciale delle esenzioni e degli accordi bilaterali, da ripensare in termini di redistribuzione e condivisione di vantaggi comparativi; e su ciò che le fonti doganali, potenzialmente ingannevoli come tutte le fonti, non registrano. I nuovi casi studio ricostruiscono i funzionamenti concreti dei tanti dazi, pedaggi e altri prelievi su transiti e scambi e il loro impatto sulla modellazione di spazi economici integrati a differente scala. E suggeriscono che la persistente frammentazione giurisdizionale e fiscale non agì da freno a importanti processi di integrazione e crescita, fungendo anzi in più casi da stimolo alle capacità di resilienza di alcune società locali e alla complessiva intensificazione delle reti di connettività che caratterizzò il tardo medioevo e che è oggetto del progetto Loc/glob. Le sue cause sono tutte da indagare e probabilmente non stanno solamente nella formazione di unità statuali più ampie e attive, ma nondimeno fortemente composite.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1308074
