Il volume, con saggi di Gabriella Piccinni, Odile Redon, Laura Vigni, Duccio Balestracci, Fabio Gabbrielli, Franklin Toker, Fabio Sottili, Piergiacomo Petrioli e Laura Bonelli, ricostruisce i contenuti architettonici e storico-artistici del palazzo Sansedoni, dalle origini duecentesche alle grandi trasformazioni del XVIII secolo, insieme alle vicende salienti di una famiglia protagonista, nel tempo, della vita sociale, politica e culturale della città di Siena. Storia del palazzo e storia della famiglia, pertanto, quale “mezzo per arrivare alla storia della città, delle sue dinamiche sociali, economiche ed urbanistiche, secondo una linea che sembra ormai consolidata nella storiografia senese” (Piccinni). Del resto, non sono molti gli edifici civili, anche in un contesto così ricco di testimonianze storiche, che possano vantare una qualità artistica e una specificità architettonica paragonabili a quelle che, nel corso del tempo, hanno contraddistinto la dimora dei Sansedoni: una casatorre di metà Duecento, caratterizzata da un originalissimo impianto strutturale ‘a scheletro’ e culminante con una torre che fino al 1760, anno della sua demolizione, era la prima in altezza dopo quella del Palazzo Comunale; un contratto edilizio del 1340, universalmente famoso poiché contenente uno dei più antichi disegni tecnici conservati a livello europeo; un ciclo pittorico e un apparato scultoreo per i quali furono ingaggiati, nel rinnovamento degli ambienti interni, i migliori artisti toscani del Settecento (da Giuseppe e Francesco Melani a Pietro Anderlini e Giovanni Domenico Ferretti, da Anton Domenico Gabbiani a Giuseppe Mazzuoli, da Giovan Battista Foggini a Massimiliano Soldani Benzi); una raccolta di opere d’arte, distribuite tra il XIV e il XX secolo, tra le più rilevanti della città; una facciata, quella sul Campo, che, nella riformulazione settecentesca, rappresenta uno dei più significativi interventi in stile gotico realizzati nell’età del barocco, contribuendo a definire in modo sostanziale, per le forme architettoniche e per l’esteso andamento curvilineo, l’immagine della Piazza.
Gabbrielli, F. (a cura di). (2025). Il palazzo Sansedoni a Siena: storia, arte, architettura. Livorno; Siena : Sillabe; Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Il palazzo Sansedoni a Siena: storia, arte, architettura
Fabio Gabbrielli
2025-01-01
Abstract
Il volume, con saggi di Gabriella Piccinni, Odile Redon, Laura Vigni, Duccio Balestracci, Fabio Gabbrielli, Franklin Toker, Fabio Sottili, Piergiacomo Petrioli e Laura Bonelli, ricostruisce i contenuti architettonici e storico-artistici del palazzo Sansedoni, dalle origini duecentesche alle grandi trasformazioni del XVIII secolo, insieme alle vicende salienti di una famiglia protagonista, nel tempo, della vita sociale, politica e culturale della città di Siena. Storia del palazzo e storia della famiglia, pertanto, quale “mezzo per arrivare alla storia della città, delle sue dinamiche sociali, economiche ed urbanistiche, secondo una linea che sembra ormai consolidata nella storiografia senese” (Piccinni). Del resto, non sono molti gli edifici civili, anche in un contesto così ricco di testimonianze storiche, che possano vantare una qualità artistica e una specificità architettonica paragonabili a quelle che, nel corso del tempo, hanno contraddistinto la dimora dei Sansedoni: una casatorre di metà Duecento, caratterizzata da un originalissimo impianto strutturale ‘a scheletro’ e culminante con una torre che fino al 1760, anno della sua demolizione, era la prima in altezza dopo quella del Palazzo Comunale; un contratto edilizio del 1340, universalmente famoso poiché contenente uno dei più antichi disegni tecnici conservati a livello europeo; un ciclo pittorico e un apparato scultoreo per i quali furono ingaggiati, nel rinnovamento degli ambienti interni, i migliori artisti toscani del Settecento (da Giuseppe e Francesco Melani a Pietro Anderlini e Giovanni Domenico Ferretti, da Anton Domenico Gabbiani a Giuseppe Mazzuoli, da Giovan Battista Foggini a Massimiliano Soldani Benzi); una raccolta di opere d’arte, distribuite tra il XIV e il XX secolo, tra le più rilevanti della città; una facciata, quella sul Campo, che, nella riformulazione settecentesca, rappresenta uno dei più significativi interventi in stile gotico realizzati nell’età del barocco, contribuendo a definire in modo sostanziale, per le forme architettoniche e per l’esteso andamento curvilineo, l’immagine della Piazza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11365/1307835
