Il volume esplora con un approccio innovativo le difficoltà globali contemporanee, proponendo una riflessione interdisciplinare che, integrando la visione ecologica, le prospettive femministe e le teorie dell’educazione, indaga le profonde connessioni tra il dominio dell’uomo sull’ambiente naturale e le forme di oppressione e violenza subite dalle donne e da altri gruppi sociali svantaggiati, rompendo con la cultura patriarcale e il maschilismo diffuso. Andando oltre la didattica ambientale, i contributi qui presentati delineano una pedagogia ecofemminista che si rivela intrinsecamente inclusiva, intersezionale e decoloniale, attenta alle diverse culture e orientata a un cambiamento significativo. Il percorso prende avvio da una riflessione teorica per poi allargare lo sguardo alle aree periferiche del mondo, dove le lotte sociali per la salvaguardia dei territori in America Latina e le coraggiose resistenze delle donne in Iran emergono come esempi tangibili di nuove forme comunitarie di vita. Questa prospettiva si concretizza in proposte didattiche originali, come la “lettura diffrattiva” e l’uso del fumetto per sviluppare una “mente cyborg”, capace di connettere aspetti diversi del sapere e della realtà. Viene inoltre valorizzato il ruolo dell’immaginario nella costruzione di futuri possibili, esplorando archetipi ecofemministi nel cinema e riflettendo sull’ironia come strumento pedagogico. Il presente studio si offre così come il frutto di una ricerca collettiva, un contributo innovativo per formare individualità critiche, capaci di concepire e realizzare quel “mondo nuovo” di cui la condizione umana ha oggi disperato bisogno.
Carletti, C. (2025). Una rilettura critica dell’educazione ecologica. L’ironia come categoria pedagogica. In M. Baldini, S. Ulivieri (a cura di), Ecofemminismo e educazione: percorsi critici tra pedagogia, ambiente e cura (pp. 225-236). Pisa : ETS.
Una rilettura critica dell’educazione ecologica. L’ironia come categoria pedagogica
Chiara Carletti
2025-01-01
Abstract
Il volume esplora con un approccio innovativo le difficoltà globali contemporanee, proponendo una riflessione interdisciplinare che, integrando la visione ecologica, le prospettive femministe e le teorie dell’educazione, indaga le profonde connessioni tra il dominio dell’uomo sull’ambiente naturale e le forme di oppressione e violenza subite dalle donne e da altri gruppi sociali svantaggiati, rompendo con la cultura patriarcale e il maschilismo diffuso. Andando oltre la didattica ambientale, i contributi qui presentati delineano una pedagogia ecofemminista che si rivela intrinsecamente inclusiva, intersezionale e decoloniale, attenta alle diverse culture e orientata a un cambiamento significativo. Il percorso prende avvio da una riflessione teorica per poi allargare lo sguardo alle aree periferiche del mondo, dove le lotte sociali per la salvaguardia dei territori in America Latina e le coraggiose resistenze delle donne in Iran emergono come esempi tangibili di nuove forme comunitarie di vita. Questa prospettiva si concretizza in proposte didattiche originali, come la “lettura diffrattiva” e l’uso del fumetto per sviluppare una “mente cyborg”, capace di connettere aspetti diversi del sapere e della realtà. Viene inoltre valorizzato il ruolo dell’immaginario nella costruzione di futuri possibili, esplorando archetipi ecofemministi nel cinema e riflettendo sull’ironia come strumento pedagogico. Il presente studio si offre così come il frutto di una ricerca collettiva, un contributo innovativo per formare individualità critiche, capaci di concepire e realizzare quel “mondo nuovo” di cui la condizione umana ha oggi disperato bisogno.| File | Dimensione | Formato | |
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