Il contributo analizza il rapporto tra disordine informativo, corruzione e giornalismo, distinguendo tra forme intenzionali di disinformazione (manipolazione deliberata di dati, fabbricazione di prove false, teorie del complotto) e forme involontarie di distorsione informativa (misinformation), queste ultime legate ai vincoli organizzativi, alle culture professionali e alle logiche di mercato che governano la produzione giornalistica. Si evidenzia come il giornalismo, inteso non come "pura informazione" ma come "messa in forma delle informazioni", contenga elementi potenzialmente distorsivi già nei processi di selezione, interpretazione e semplificazione delle notizie. La piattaformizzazione dell'informazione e la competizione per l'attenzione dei pubblici accentuano queste dinamiche, premiando contenuti sensazionalistici e narrazioni semplificate che alimentano una rappresentazione falsata dei casi di corruzione. Al contempo, il contributo riconosce le opportunità offerte dagli avanzamenti tecnologici – dal fact-checking collaborativo al giornalismo investigativo transnazionale, dall'intelligenza artificiale all'analisi dei big data – che hanno reso possibile portare alla luce scandali di portata globale. In conclusione, si sottolinea come il giornalismo, per esercitare efficacemente il proprio ruolo di vigilanza contro la corruzione, debba affrontare le sfide del disordine informativo restando ancorato ai principi di accuratezza, indipendenza e servizio pubblico.
Rega, R. (2025). Disordine informativo e corruzione. In M. Mazzoni, A. Vannucci (a cura di), Il glossario della corruzione: prospettive teoriche, campo di indagine e costruzione sociale (pp. 177-179). Soveria Mannelli : Rubettino.
Disordine informativo e corruzione
Rossella Rega
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra disordine informativo, corruzione e giornalismo, distinguendo tra forme intenzionali di disinformazione (manipolazione deliberata di dati, fabbricazione di prove false, teorie del complotto) e forme involontarie di distorsione informativa (misinformation), queste ultime legate ai vincoli organizzativi, alle culture professionali e alle logiche di mercato che governano la produzione giornalistica. Si evidenzia come il giornalismo, inteso non come "pura informazione" ma come "messa in forma delle informazioni", contenga elementi potenzialmente distorsivi già nei processi di selezione, interpretazione e semplificazione delle notizie. La piattaformizzazione dell'informazione e la competizione per l'attenzione dei pubblici accentuano queste dinamiche, premiando contenuti sensazionalistici e narrazioni semplificate che alimentano una rappresentazione falsata dei casi di corruzione. Al contempo, il contributo riconosce le opportunità offerte dagli avanzamenti tecnologici – dal fact-checking collaborativo al giornalismo investigativo transnazionale, dall'intelligenza artificiale all'analisi dei big data – che hanno reso possibile portare alla luce scandali di portata globale. In conclusione, si sottolinea come il giornalismo, per esercitare efficacemente il proprio ruolo di vigilanza contro la corruzione, debba affrontare le sfide del disordine informativo restando ancorato ai principi di accuratezza, indipendenza e servizio pubblico.| File | Dimensione | Formato | |
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