Tra le «fatiche vulgari» di Benedetto da Cingoli, poeta di origini marchigiane ma di adozione senese, troviamo un canzoniere di stampo petrarchesco contenente 36 sonetti noto agli studiosi come il “canzoniere per Caterina”, ovvero Caterina Orlandi detta la Branchina per essere andata sposa, nel 1466, a Niccolò Branchini. La raccolta è conservata nel manoscritto Chigiano M.V.102 della Biblioteca Vaticana, un codice di grande interesse costruito su simmetrie specifiche, palesemente volto a celebrare alcune delle donne più in vista della città di Siena. In particolare, il saggio studia con attenzione la prima parte del codice e giunge a stabilire che, sebbene non sia possibile attribuire con certezza l’ordinamento del canzoniere al Cingoli, si tratta senz’altro di una dispositio volta a dare forma a un libello unitario, articolato in tre parti – epistola prefatoria, ternario per Bianca, canzoniere per Caterina – avente Bianca Saracini come focus e le famiglie Saracini e Orsini come obiettivo strategico. Gli elementi della raccolta passati in rassegna, infine, depongono a favore di una elaborazione compatta e contemporanea della serie epistola - ternario – canzoniere, spostando così la datazione del ternario, tradizionalmente collocata entro il 1466.
Marchi, M. (2025). Osservazioni su alcune «fatiche vulgari» di Benedetto da Cingoli. In M. Marchi, I. Tani (a cura di), Sulla poesia: studi in onore di Stefano Carrai (pp. 161-168). Firenze : Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini.
Osservazioni su alcune «fatiche vulgari» di Benedetto da Cingoli
Monica Marchi
2025-01-01
Abstract
Tra le «fatiche vulgari» di Benedetto da Cingoli, poeta di origini marchigiane ma di adozione senese, troviamo un canzoniere di stampo petrarchesco contenente 36 sonetti noto agli studiosi come il “canzoniere per Caterina”, ovvero Caterina Orlandi detta la Branchina per essere andata sposa, nel 1466, a Niccolò Branchini. La raccolta è conservata nel manoscritto Chigiano M.V.102 della Biblioteca Vaticana, un codice di grande interesse costruito su simmetrie specifiche, palesemente volto a celebrare alcune delle donne più in vista della città di Siena. In particolare, il saggio studia con attenzione la prima parte del codice e giunge a stabilire che, sebbene non sia possibile attribuire con certezza l’ordinamento del canzoniere al Cingoli, si tratta senz’altro di una dispositio volta a dare forma a un libello unitario, articolato in tre parti – epistola prefatoria, ternario per Bianca, canzoniere per Caterina – avente Bianca Saracini come focus e le famiglie Saracini e Orsini come obiettivo strategico. Gli elementi della raccolta passati in rassegna, infine, depongono a favore di una elaborazione compatta e contemporanea della serie epistola - ternario – canzoniere, spostando così la datazione del ternario, tradizionalmente collocata entro il 1466.| File | Dimensione | Formato | |
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