l convegno dipartimentale intitolato Terzo settore, sussidiarietà orizzontale ed economia sociale, tenutosi nei giorni 24 e 25 ottobre 2024 presso il Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell’Università degli Studi di Siena, ha rappresentato un momento di straordinario rilievo accademico, nonché un fertile terreno di confronto interdisciplinare, volto a indagare le profonde trasformazioni che attraversano il nostro ordinamento sul piano istituzionale, sociale ed economico. Punto di avvio e cardine tematico del dibattito è stato il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale, autentico dispositivo giuridico di conformazione delle relazioni tra pubblici poteri, cittadinanza e formazioni sociali intermedie. L’autorevole relazione di apertura, affidata al Prof. Stefano Zamagni, ha dischiuso il percorso delle giornate di studio, richiamando la necessità di abbandonare le letture meramente negative o “compensatorie” della sussidiarietà, per abbracciare un paradigma positivo, generativo, di collaborazione e co- progettazione tra istituzioni e società civile. La sussidiarietà, nella sua declinazione “circolare”, diviene così non semplice cornice di legittimazione, ma architrave di un nuovo patto tra Stato, mercato e Terzo settore. La prima sessione – dedicata alle visioni della sussidiarietà orizzontale – ha visto succedersi riflessioni di ampio respiro. Gregorio Arena ha illustrato il modello dell’“amministrazione condivisa”, fondato sulla (o che presuppone la) cooperazione paritaria tra cittadini e istituzioni nel perseguimento dell’interesse generale. A seguire, gli interventi di Luca Gori, Nicoletta Vettori e Alessandro Giovannini hanno esplorato, rispettivamente, l’emersione giuridica dei soggetti della sussidiarietà, il ruolo trasformativo che può svolgere l’amministrazione pubblica nell’attuazione del paradigma costituzionale e la riformulazione del concetto di “profitto sociale” come nuova forma di contribuzione con finalità di redistribuzione collettiva. Nel pomeriggio, la seconda sessione ha spostato il focus sui soggetti, le forme organizzative e le attività che popolano il variegato universo del Terzo settore. Le relazioni di Giorgio Marasà, Matteo Ceolin e Marco Saverio Spolidoro hanno offerto un’attenta disamina degli assetti strutturali e funzionali degli enti non lucrativi con particolare riguardo alle imprese sociali, ai profili civilistici e societari e alle complessità generate dall’ibridazione tra scopi solidaristici e strumenti imprenditoriali. Mario Renna ha introdotto il confronto con le esperienze europee, mentre Vincenzo Ferrante ha affrontato con profondità la questione della qualificazione giuridica dell’attività di volontariato, problematizzando la linea di confine con il lavoro subordinato e interrogando la tenuta delle categorie giuslavoristiche. La terza sessione, nella mattinata del 25 ottobre, ha preso in esame le forme di finanziamento, i meccanismi di controllo e i profili di responsabilità che interessano gli enti del Terzo settore. Elisabetta Bani ha evidenziato le persistenti ambivalenze del sistema di sostegno pubblico, oscillante tra l’enunciazione di finalità solidali e la diffidenza normativa, senza mancare di richiamare, d’altro canto, le potenzialità della finanza privata. Ciro Corvese ha indagato il tema, cruciale per la tenuta di ogni tipo di organismo, degli assetti organizzativi adeguati, Paolo Pascucci ha ricostruito la difficile applicazione delle regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel contesto delle organizzazioni del Terzo settore, spesso contraddistinte da fragilità strutturali e risorse limitate, mentre Anna Lisa Maccari ne ha delineato le potenziali responsabilità amministrative in sede penale. Nel pomeriggio, la quarta e ultima sessione – dedicata a gestione, accountability e sostenibilità – ha posto in rilievo l’urgenza di strumenti valutativi e informativi trasparenti, coerenti con i principi di rendicontazione sociale e con l’esigenza di responsabilità diffusa. L’esperienza dell’Opera Metropolitana di Siena, illustrata da Patrice De Micco, ha fornito un utile case study, mentre gli interventi di Carmela Barbera e Federica Bandini hanno delineato un orizzonte evolutivo in cui le frontiere tra profit e non profit tendono a sfumare, lasciando spazio a modelli ibridi e adattivi. Conclusione non priva di suggestioni quella offerta da Michele Patanè e Michele Anelli, che hanno riflettuto sugli effetti dell’intelligenza artificiale nell’ambito degli investimenti ESG e sulle implicazioni, talora controverse, per il Terzo settore. La relazione conclusiva, affidata al Prof. Vittorio Santoro, ha lumeggiato i tratti salienti emersi dal confronto delle due giornate, insistendo sulla necessità di una visione olistica dell’economia sociale e su un ripensamento del diritto, capace di regolare non solo la fase istitutiva e lo sviluppo fisiologico degli enti del Terzo settore, ma anche – con equilibrio e dignità – le loro eventuali crisi e liquidazioni. Nel suo insieme, il Convegno ha saputo comporre una trama di voci autorevoli e prospettive diverse, convergenti verso una medesima tensione: riconoscere al Terzo settore un’autonomia piena e una funzione sistemica, che supera l’idea di supplenza rispetto allo Stato e si afferma quale forza generativa di coesione sociale, innovazione istituzionale e rigenerazione democratica. I contributi qui raccolti – pur non esaurendo l’interezza delle relazioni svolte – restituiscono con rigore e profondità il senso di una riflessione corale, il cui valore non si esaurisce nell’evento dello scorso autunno, ma intende proiettarsi nel dibattito scientifico e istituzionale dei prossimi anni. Per i testi non riprodotti in questa sede, il lettore potrà agevolmente accedere ai materiali audiovisivi disponibili in rete attraverso i link di volta in volta indicati.

Romano, G. (a cura di). (2025). Terzo settore, sussidiarietà orizzontale ed economia sociale (Atti del Convegno del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell'Università degli Studi di Siena, 24-25 Ottobre 2024).

Terzo settore, sussidiarietà orizzontale ed economia sociale (Atti del Convegno del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell'Università degli Studi di Siena, 24-25 Ottobre 2024)

Giovanni Romano
2025-01-01

Abstract

l convegno dipartimentale intitolato Terzo settore, sussidiarietà orizzontale ed economia sociale, tenutosi nei giorni 24 e 25 ottobre 2024 presso il Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell’Università degli Studi di Siena, ha rappresentato un momento di straordinario rilievo accademico, nonché un fertile terreno di confronto interdisciplinare, volto a indagare le profonde trasformazioni che attraversano il nostro ordinamento sul piano istituzionale, sociale ed economico. Punto di avvio e cardine tematico del dibattito è stato il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale, autentico dispositivo giuridico di conformazione delle relazioni tra pubblici poteri, cittadinanza e formazioni sociali intermedie. L’autorevole relazione di apertura, affidata al Prof. Stefano Zamagni, ha dischiuso il percorso delle giornate di studio, richiamando la necessità di abbandonare le letture meramente negative o “compensatorie” della sussidiarietà, per abbracciare un paradigma positivo, generativo, di collaborazione e co- progettazione tra istituzioni e società civile. La sussidiarietà, nella sua declinazione “circolare”, diviene così non semplice cornice di legittimazione, ma architrave di un nuovo patto tra Stato, mercato e Terzo settore. La prima sessione – dedicata alle visioni della sussidiarietà orizzontale – ha visto succedersi riflessioni di ampio respiro. Gregorio Arena ha illustrato il modello dell’“amministrazione condivisa”, fondato sulla (o che presuppone la) cooperazione paritaria tra cittadini e istituzioni nel perseguimento dell’interesse generale. A seguire, gli interventi di Luca Gori, Nicoletta Vettori e Alessandro Giovannini hanno esplorato, rispettivamente, l’emersione giuridica dei soggetti della sussidiarietà, il ruolo trasformativo che può svolgere l’amministrazione pubblica nell’attuazione del paradigma costituzionale e la riformulazione del concetto di “profitto sociale” come nuova forma di contribuzione con finalità di redistribuzione collettiva. Nel pomeriggio, la seconda sessione ha spostato il focus sui soggetti, le forme organizzative e le attività che popolano il variegato universo del Terzo settore. Le relazioni di Giorgio Marasà, Matteo Ceolin e Marco Saverio Spolidoro hanno offerto un’attenta disamina degli assetti strutturali e funzionali degli enti non lucrativi con particolare riguardo alle imprese sociali, ai profili civilistici e societari e alle complessità generate dall’ibridazione tra scopi solidaristici e strumenti imprenditoriali. Mario Renna ha introdotto il confronto con le esperienze europee, mentre Vincenzo Ferrante ha affrontato con profondità la questione della qualificazione giuridica dell’attività di volontariato, problematizzando la linea di confine con il lavoro subordinato e interrogando la tenuta delle categorie giuslavoristiche. La terza sessione, nella mattinata del 25 ottobre, ha preso in esame le forme di finanziamento, i meccanismi di controllo e i profili di responsabilità che interessano gli enti del Terzo settore. Elisabetta Bani ha evidenziato le persistenti ambivalenze del sistema di sostegno pubblico, oscillante tra l’enunciazione di finalità solidali e la diffidenza normativa, senza mancare di richiamare, d’altro canto, le potenzialità della finanza privata. Ciro Corvese ha indagato il tema, cruciale per la tenuta di ogni tipo di organismo, degli assetti organizzativi adeguati, Paolo Pascucci ha ricostruito la difficile applicazione delle regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel contesto delle organizzazioni del Terzo settore, spesso contraddistinte da fragilità strutturali e risorse limitate, mentre Anna Lisa Maccari ne ha delineato le potenziali responsabilità amministrative in sede penale. Nel pomeriggio, la quarta e ultima sessione – dedicata a gestione, accountability e sostenibilità – ha posto in rilievo l’urgenza di strumenti valutativi e informativi trasparenti, coerenti con i principi di rendicontazione sociale e con l’esigenza di responsabilità diffusa. L’esperienza dell’Opera Metropolitana di Siena, illustrata da Patrice De Micco, ha fornito un utile case study, mentre gli interventi di Carmela Barbera e Federica Bandini hanno delineato un orizzonte evolutivo in cui le frontiere tra profit e non profit tendono a sfumare, lasciando spazio a modelli ibridi e adattivi. Conclusione non priva di suggestioni quella offerta da Michele Patanè e Michele Anelli, che hanno riflettuto sugli effetti dell’intelligenza artificiale nell’ambito degli investimenti ESG e sulle implicazioni, talora controverse, per il Terzo settore. La relazione conclusiva, affidata al Prof. Vittorio Santoro, ha lumeggiato i tratti salienti emersi dal confronto delle due giornate, insistendo sulla necessità di una visione olistica dell’economia sociale e su un ripensamento del diritto, capace di regolare non solo la fase istitutiva e lo sviluppo fisiologico degli enti del Terzo settore, ma anche – con equilibrio e dignità – le loro eventuali crisi e liquidazioni. Nel suo insieme, il Convegno ha saputo comporre una trama di voci autorevoli e prospettive diverse, convergenti verso una medesima tensione: riconoscere al Terzo settore un’autonomia piena e una funzione sistemica, che supera l’idea di supplenza rispetto allo Stato e si afferma quale forza generativa di coesione sociale, innovazione istituzionale e rigenerazione democratica. I contributi qui raccolti – pur non esaurendo l’interezza delle relazioni svolte – restituiscono con rigore e profondità il senso di una riflessione corale, il cui valore non si esaurisce nell’evento dello scorso autunno, ma intende proiettarsi nel dibattito scientifico e istituzionale dei prossimi anni. Per i testi non riprodotti in questa sede, il lettore potrà agevolmente accedere ai materiali audiovisivi disponibili in rete attraverso i link di volta in volta indicati.
2025
Romano, G. (a cura di). (2025). Terzo settore, sussidiarietà orizzontale ed economia sociale (Atti del Convegno del Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell'Università degli Studi di Siena, 24-25 Ottobre 2024).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1296416