Lo scritto indaga l’attività di Leonardo da Vinci come cartografo, a partire dalla sua formazione, inserendola nella cultura ingegneristico-architettonica e matematica del Rinascimento. Il disegno, e più in generale la pittura, e quindi anche le mappe, sono per Leonardo mezzi comunicativi d’eccellenza e al tempo stesso strumenti di indagine conoscitiva. La maggior parte della produzione cartografica di Leonardo si qualifica però come strumento che può dirsi – usando un termine contemporaneo – “applicato”, in quanto si correla all’attività tecnica svolta direttamente per il potere politico, o quanto meno volontaristicamente in funzione degli interessi del potere, soprattutto da quando fu, prima, al servizio di Ludovico il Moro (1482-99) , come ingegnere idraulico e come architetto civile e militare, e poi di Cesare Borgia, tra l’estate 1502 e la primavera 1503, come “architecto et ingegnere generale”. In particolare, sono qui considerate le carte relative alla Toscana, con i territori di: Piombino e della Valdicornia, la Valdichiana (con la veduta a volo d’uccello e la mappa) anche in relazione al sistema idrografico del lago Trasimento, le vedute del territorio fiorentino, dei Monti pisani e di altri luoghi, le due carte generali dell’Etruria e della Toscana Marittima, i disegni sulla sistemazione dell’Arno a Firenze e quelli riguardanti il grande progetto di realizzazione di un canale navigabile dalla città al mare.

Guarducci, A., Rombai, L. (2022). La rappresentazione della Toscana nella cartografia di Leonardo da Vinci. In E. Pellegrini (a cura di), Leonardo e la cultura senese: tracce di reciproche influenze: atti delle Giornate di studio Siena, 29-30 novembre 2019 (pp. 31-46). Siena : Betti Editrice.

La rappresentazione della Toscana nella cartografia di Leonardo da Vinci

Guarducci, Anna
;
2022-01-01

Abstract

Lo scritto indaga l’attività di Leonardo da Vinci come cartografo, a partire dalla sua formazione, inserendola nella cultura ingegneristico-architettonica e matematica del Rinascimento. Il disegno, e più in generale la pittura, e quindi anche le mappe, sono per Leonardo mezzi comunicativi d’eccellenza e al tempo stesso strumenti di indagine conoscitiva. La maggior parte della produzione cartografica di Leonardo si qualifica però come strumento che può dirsi – usando un termine contemporaneo – “applicato”, in quanto si correla all’attività tecnica svolta direttamente per il potere politico, o quanto meno volontaristicamente in funzione degli interessi del potere, soprattutto da quando fu, prima, al servizio di Ludovico il Moro (1482-99) , come ingegnere idraulico e come architetto civile e militare, e poi di Cesare Borgia, tra l’estate 1502 e la primavera 1503, come “architecto et ingegnere generale”. In particolare, sono qui considerate le carte relative alla Toscana, con i territori di: Piombino e della Valdicornia, la Valdichiana (con la veduta a volo d’uccello e la mappa) anche in relazione al sistema idrografico del lago Trasimento, le vedute del territorio fiorentino, dei Monti pisani e di altri luoghi, le due carte generali dell’Etruria e della Toscana Marittima, i disegni sulla sistemazione dell’Arno a Firenze e quelli riguardanti il grande progetto di realizzazione di un canale navigabile dalla città al mare.
2022
9788875767655
Guarducci, A., Rombai, L. (2022). La rappresentazione della Toscana nella cartografia di Leonardo da Vinci. In E. Pellegrini (a cura di), Leonardo e la cultura senese: tracce di reciproche influenze: atti delle Giornate di studio Siena, 29-30 novembre 2019 (pp. 31-46). Siena : Betti Editrice.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1230655