L’8 agosto 1793 la Convenzione nazionale della Repubblica francese approvava la proposta di soppressione di “toutes les académies & sociétés littéraires patentées ou dotées par la nation”. Il decreto, presentato dal prelato Henri Grégoire, fu il punto di arrivo di un lungo e travagliato dibattito che caratterizzò buona parte del Settecento europeo e che sconvolse alle basi il sistema della produzione culturale d’Antico Regime. Si trattava di rimettere in discussione una tradizione che per secoli aveva trovato la propria ragion d’essere nel rapporto tra le istituzioni artistiche e la politica assolutistica dei sovrani, in una fissità che, nonostante le frequenti dilatazioni formali, rimandava costantemente a modelli prestabiliti e inderogabili. Al di là delle sue implicazioni politiche e pedagogiche, il provvedimento parlamentare istituzionalizzò così delle tendenze estetiche già presenti nelle frange dell’Illuminismo più intransigente, a partire dalla concezione del prodotto artistico come evento autonomo e individualizzato, privato cioè di ogni funzione celebrativo-dinastica. L’idea che la Rivoluzione avrebbe assicurato al cittadino il libero esercizio di tutte le sue facoltà aprì all’uomo di lettere, allo scienziato e all’intellettuale tout court la possibilità di sostenersi unicamente grazie all’espressione del proprio genio, mettendo in crisi, di fatto, un sistema di committenze e di saperi di lunghissima durata. Il presente intervento intende concentrarsi sul significato storiografico di questo evento di rottura, ponendo l’accento sulla sua portata nel passaggio culturale tra premoderno e moderno. Partendo dai dibattiti che precedettero lo sfaldamento del tessuto accademico, verranno prese in considerazione diverse posizioni che, di volta in volta, metteranno in luce i punti sensibili sottesi al decreto e i precedenti filosofici e letterari di questo sovvertimento.

Matteini, D. (2021). Crisi dei saperi e crisi delle lettere nel tardo Settecento. L'abolizione del sistema accademico d'Antico Regime. In G. Mazzoni, S. Micali, P. Pellini, N. Scaffai, M. Tasca (a cura di), Le costanti e le varianti: letteratura e lunga durata. Atti del Convegno annuale dell’Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura (Siena, 5-7 dicembre 2019) (pp. 299-322). Bracciano : Del Vecchio.

Crisi dei saperi e crisi delle lettere nel tardo Settecento. L'abolizione del sistema accademico d'Antico Regime

Matteini, David
2021-01-01

Abstract

L’8 agosto 1793 la Convenzione nazionale della Repubblica francese approvava la proposta di soppressione di “toutes les académies & sociétés littéraires patentées ou dotées par la nation”. Il decreto, presentato dal prelato Henri Grégoire, fu il punto di arrivo di un lungo e travagliato dibattito che caratterizzò buona parte del Settecento europeo e che sconvolse alle basi il sistema della produzione culturale d’Antico Regime. Si trattava di rimettere in discussione una tradizione che per secoli aveva trovato la propria ragion d’essere nel rapporto tra le istituzioni artistiche e la politica assolutistica dei sovrani, in una fissità che, nonostante le frequenti dilatazioni formali, rimandava costantemente a modelli prestabiliti e inderogabili. Al di là delle sue implicazioni politiche e pedagogiche, il provvedimento parlamentare istituzionalizzò così delle tendenze estetiche già presenti nelle frange dell’Illuminismo più intransigente, a partire dalla concezione del prodotto artistico come evento autonomo e individualizzato, privato cioè di ogni funzione celebrativo-dinastica. L’idea che la Rivoluzione avrebbe assicurato al cittadino il libero esercizio di tutte le sue facoltà aprì all’uomo di lettere, allo scienziato e all’intellettuale tout court la possibilità di sostenersi unicamente grazie all’espressione del proprio genio, mettendo in crisi, di fatto, un sistema di committenze e di saperi di lunghissima durata. Il presente intervento intende concentrarsi sul significato storiografico di questo evento di rottura, ponendo l’accento sulla sua portata nel passaggio culturale tra premoderno e moderno. Partendo dai dibattiti che precedettero lo sfaldamento del tessuto accademico, verranno prese in considerazione diverse posizioni che, di volta in volta, metteranno in luce i punti sensibili sottesi al decreto e i precedenti filosofici e letterari di questo sovvertimento.
2021
9788861102156
Matteini, D. (2021). Crisi dei saperi e crisi delle lettere nel tardo Settecento. L'abolizione del sistema accademico d'Antico Regime. In G. Mazzoni, S. Micali, P. Pellini, N. Scaffai, M. Tasca (a cura di), Le costanti e le varianti: letteratura e lunga durata. Atti del Convegno annuale dell’Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura (Siena, 5-7 dicembre 2019) (pp. 299-322). Bracciano : Del Vecchio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1217340