"Lavoro" rappresenta l'esperimento editoriale più riuscito e di successo del sindacato italiano e il volume ripercorre quel periodo cercando di cogliere il modello di giornalismo sotteso a quell'esperienza. «Lavoro», infatti, soprattutto nel periodo della direzione di Gianni Toti – un giornalista prestato al sindacato – fu il tentativo più coerente di creare un modello di informazione che ponesse al suo centro il mondo del lavoro, la vita di lavoratrici e lavoratori, le risposte sindacali alle urgenze materiali della vita delle persone più umili, ma che al tempo stesso offrisse loro anche gli strumenti per renderli emancipati come uomini oltre che come lavoratori. Per questo adotta la formula dei "due giornali in uno" con una parte dedicata al mondo del lavoro e un'altra dedicata al dibattito riguardante i problemi della vita moderna: lo sport, il libro, il cinema, il teatro, la musica, la cultura in tutti i suoi aspetti, superando il concetto di propaganda come pratica rivolta tutta all’interno dell’organizzazione. Il presupposto su cui si fondava la linea editoriale del giornale sindacale era quello di dotare il movimento operaio di una cultura autonoma, lontana dagli stereotipi borghesi e capace di confrontarsi con i media dei grandi gruppi di informazione riprendendone le forme più nuove ma per farne veicolo di contenuti sostanzialmente diversi.

Rega, R. (2012). Lavoro, 1948-1962 : il rotocalco della CGIL. Roma : Ediesse.

Lavoro, 1948-1962 : il rotocalco della CGIL

Rega, Rossella
2012-01-01

Abstract

"Lavoro" rappresenta l'esperimento editoriale più riuscito e di successo del sindacato italiano e il volume ripercorre quel periodo cercando di cogliere il modello di giornalismo sotteso a quell'esperienza. «Lavoro», infatti, soprattutto nel periodo della direzione di Gianni Toti – un giornalista prestato al sindacato – fu il tentativo più coerente di creare un modello di informazione che ponesse al suo centro il mondo del lavoro, la vita di lavoratrici e lavoratori, le risposte sindacali alle urgenze materiali della vita delle persone più umili, ma che al tempo stesso offrisse loro anche gli strumenti per renderli emancipati come uomini oltre che come lavoratori. Per questo adotta la formula dei "due giornali in uno" con una parte dedicata al mondo del lavoro e un'altra dedicata al dibattito riguardante i problemi della vita moderna: lo sport, il libro, il cinema, il teatro, la musica, la cultura in tutti i suoi aspetti, superando il concetto di propaganda come pratica rivolta tutta all’interno dell’organizzazione. Il presupposto su cui si fondava la linea editoriale del giornale sindacale era quello di dotare il movimento operaio di una cultura autonoma, lontana dagli stereotipi borghesi e capace di confrontarsi con i media dei grandi gruppi di informazione riprendendone le forme più nuove ma per farne veicolo di contenuti sostanzialmente diversi.
2012
978-88-230-1296-7
Rega, R. (2012). Lavoro, 1948-1962 : il rotocalco della CGIL. Roma : Ediesse.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1115978