La lunga permanenza ai vertici della società fiorentina e toscana di famiglie di alto lignaggio ha significato una cospicua produzione di documentazione che testimonia la trasmissione per secoli, da una generazione all’altra, dei ruoli sociali, degli interessi e dei patrimoni, in gran parte fondati sulla proprietà della terra. La trasmissione della memoria e la necessità di conservare la ricchezza lungo le generazioni, spesso per un arco di molti secoli, ha fatto sì che gli archivi privati delle famiglie gentilizie toscane siano preziosi giacimenti di testimonianze e di informazioni per lo studio delle campagne toscane e più in generale per lo studio dell’agricoltura dal medioevo al XX secolo. Lo scopo del presente lavoro è quello di fornire un esempio dell’uso di tali fonti private, quali informazioni contengano e che interesse possano avere per lo studio dell’agricoltura toscana. Il caso proposto fa riferimento alla famiglia Serristori, originaria di Figline nel Valdarno ma pienamente affermata nella Firenze medicea. Il periodo campione preso in considerazione è la seconda metà del XVII secolo, con i membri della famiglia impegnati in carriere di alto profilo ma interessati ad esercitare un forte “paternalismo” a distanza anche nella località di origine dove vantavano cospicui interessi economici. Le fonti principali analizzate sono le lettere che i Serristori scambiavano con i propri agenti addetti all’amministrazione delle vaste fattorie che la famiglia possedeva fra il Valdarno e la Valdichiana. Le lettere settimanali o giornaliere assicuravano un flusso continuo di informazioni e di notizie sulla vita rurale, sulle raccolte e i mercati, sui comportamenti e gli atteggiamenti della grande proprietà nobiliare, sul funzionamento reale dei rapporti di produzione.

Zagli, A. (2018). La campagna dei fiorentini: mezzadria e agricoltura nelle lettere familiari dell’archivio Serristori. In Un viaggio negli archivi gentilizi toscani: dal Brunelleschi al "Bocci Bocci" (pp. 177-193). Ospedaletto (Pisa) : Pacini.

La campagna dei fiorentini: mezzadria e agricoltura nelle lettere familiari dell’archivio Serristori

Andrea Zagli
2018-01-01

Abstract

La lunga permanenza ai vertici della società fiorentina e toscana di famiglie di alto lignaggio ha significato una cospicua produzione di documentazione che testimonia la trasmissione per secoli, da una generazione all’altra, dei ruoli sociali, degli interessi e dei patrimoni, in gran parte fondati sulla proprietà della terra. La trasmissione della memoria e la necessità di conservare la ricchezza lungo le generazioni, spesso per un arco di molti secoli, ha fatto sì che gli archivi privati delle famiglie gentilizie toscane siano preziosi giacimenti di testimonianze e di informazioni per lo studio delle campagne toscane e più in generale per lo studio dell’agricoltura dal medioevo al XX secolo. Lo scopo del presente lavoro è quello di fornire un esempio dell’uso di tali fonti private, quali informazioni contengano e che interesse possano avere per lo studio dell’agricoltura toscana. Il caso proposto fa riferimento alla famiglia Serristori, originaria di Figline nel Valdarno ma pienamente affermata nella Firenze medicea. Il periodo campione preso in considerazione è la seconda metà del XVII secolo, con i membri della famiglia impegnati in carriere di alto profilo ma interessati ad esercitare un forte “paternalismo” a distanza anche nella località di origine dove vantavano cospicui interessi economici. Le fonti principali analizzate sono le lettere che i Serristori scambiavano con i propri agenti addetti all’amministrazione delle vaste fattorie che la famiglia possedeva fra il Valdarno e la Valdichiana. Le lettere settimanali o giornaliere assicuravano un flusso continuo di informazioni e di notizie sulla vita rurale, sulle raccolte e i mercati, sui comportamenti e gli atteggiamenti della grande proprietà nobiliare, sul funzionamento reale dei rapporti di produzione.
978-88-6995-386-6
Zagli, A. (2018). La campagna dei fiorentini: mezzadria e agricoltura nelle lettere familiari dell’archivio Serristori. In Un viaggio negli archivi gentilizi toscani: dal Brunelleschi al "Bocci Bocci" (pp. 177-193). Ospedaletto (Pisa) : Pacini.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11365/1039300